Una donna che guarda l'orizzonte e che prova la solitudine affettiva
Psicologia

Solitudine affettiva single e in coppia: Affrontarla Senza Paura

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Sentirsi soli non è mai una bella sensazione ma quando si prova questo genere di emozione per la perdita di qualcuno nelle nostre vite, allora diventa davvero molto difficile cercare di rimettersi in carreggiata come si deve. La solitudine affettiva si presenta nella nostra vita quando ci troviamo di fronte alla perdita, non necessariamente fisica, di una persona per la quale avevamo un forte attaccamento emotivo. In questo articolo cercheremo di analizzare come questo turbamento possa essere vissuto sia per la fine di una relazione che per una rapporto che vacilla, cercando di stare in piedi.

Il momento prima di sentirsi soli

Solitamente, esiste un vero e proprio momento di lucidità prima che tutto si rompa, ma te ne accorgerai solo quando la sensazione di disagio si farà sentire. Purtroppo, in quei momenti di lucidità si dovrebbero fare e dire tante cose che poi non si ha più l’occasione di fare in un secondo momento, ma non è sempre così facile. Molto spesso, da quel che non è stato detto o fatto nascono i cosiddetti sensi di colpa! Scopriamo cosa fare prima che tutto si rompa!

La solitudine affettiva in una relazione

Non bisogna mai dare per scontato che se si è in due allora non si sarà più soli, perché di fatto non è proprio così. Anzi, di solito, quando una relazione non funziona capita di non sentirsi capiti dal proprio partner, arrivando per fino a percepire disinteresse dall’altra parte.

Come si fa a non sentirsi soli in una relazione?

Sembra banale dirlo, ma non lo è… Bisogna comunicare! Il fatto di mantenere attivo il dialogo in una relazione non può che essere d’aiuto per poter migliorare la situazione o addirittura trovare una soluzione! Sentirsi vulnerabili di fronte al proprio partner non deve essere visto come una vergogna, ma come un estremo atto di forza!

Il consiglio degli psicologi è d’iniziare a comunicare al partner il proprio senso di disagio, specificando i momenti esatti in cui ci si sente soli o trascurati, nel caso la situazione si risolvesse sarebbe un successo ottenuto con uno sforzo decisamente ridotto, ma se così non fosse e il partner ribattesse elencando tutte le volte che prova, con tutto la forza che ha, a farti sentire bene. Beh, allora c’è un problema di fondo, probabilmente il disagio non arriva dalla persona che hai accanto ma da te. Cosa ti è successo in passato? Ti sei sentito solo nell’infanzia? Hai avuto qualche forte delusione in qualche relazione passata? Analizza bene il tuo stato d’animo e cerca di comprendere cosa non va, l’aiuto di un esperto potrebbe essere essenziale per farti sentire meglio, quindi se ti accorgi che non riesci a migliorare la situazione, non vergognarti a chiedere assistenza!

Attenzione ai Social Network!

I Social Network sono come una grande lente che sfalsa il mondo. Dietro lo scatto di uno smartphone ci possono essere persone estremamente felici all’esterno, ma nella realtà dei fatti, questa è solo una maschera che nasce dal sentirsi soli e tristi all’interno.

Quello che i Social fanno alle nostre vite è davvero devastante, perché chi ha bisogno di attenzioni mostra, attraverso i suoi profili, una vita piena di successo e benessere, che solitamente non ha e chi, invece, è triste e frustrato, osserva quelle foto pensando di essere ancora più sfortunato di quello che è. Alla fine dei giochi, tolto lo schermo, ci si può rendere conto che si è soli entrambi e quella che guardiamo è solo una realtà distorta!

Come può questo portare a sentirsi soli e vuoti anche in una relazione? Semplice! Immagina di festeggiare San Valentino con il tuo partner, la serata è andata bene, avete mangiato e bevuto e siete tranquilli ma poi ti viene la malsana idea di aprire i social network e di vedere la foto di una qualsivoglia persona di tua conoscenza che ha cenato in un ristorante vista mare molto più chic del tuo. Questo potrebbe far nascere in te uno stato d’invidia che si trasformerebbe poi in un problema di accettazione del tuo partner o della relazione in sé ed è proprio qui che si arriva a sentirsi soli anche in presenza di chi ci ama!

La solitudine affettiva nei single

Una single felice che non patisce la solitudine affettiva

Il passo successivo al sentirsi soli nel matrimonio o in una normale convivenza è quello di arrivare a lasciarsi, sperando che da single la situazione si risolva.

Single per scelta tua o degli altri?

È questa la sostanziale differenza, di solito chi non riesce a risolvere tutti i problemi sopra elencati, alla fine tende a lasciarsi ma poi si rende conto che è ancora peggio, perché se non si risolve il problema alla radice quello si continuerà a presentare.

Mi spiego meglio, ti è mai capitato d’invidiare un tuo amico non accoppiato solo perché era libero di fare quello che voleva o poteva fare ciò che tu non puoi fare in una relazione? Sicuramente la risposta è sì! Questo capita perché vediamo solo una faccia della medaglia. Non fraintendere, ci sono i veri single felici eh! Ma la maggior parte delle persone, non possono che sentirsi soli dopo la fine di una storia e prima di trovare un vero e proprio equilibrio ce ne mettono di tempo!

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Come diventare dei single felici?

Ormai il danno è fatto, quando ci si lascia, difficilmente si riesce a recuperare la situazione. È importante quindi prenderne atto e migliorare per la prossima relazione che verrà. Di seguito ti elenco 5 consigli per migliorare il tuo stato d’animo:

  1. Impara a conoscerti: Quando si arriva alla fine di un rapporto di solito bisogna adattarsi al cambiamento di abitudini costruite nella vita a due, perciò dovrai conoscere il nuovo te e imparare a crearti il tuo mondo!
  2. Non invidiare gli altri e non metterti in competizione: Se vedi una coppia felice, non iniziare a pensare a com’era la tua prima che vi lasciaste! Ormai è andata e poi, sai bene che nessuna coppia è davvero felice al 100%, ognuno ha i suoi problemi. È vero che c’è chi dura più di altri, ma è anche vero che molti, come avrai letto sopra, mettono una maschera.
  3. Non pensare ai tuoi nonni che sono stati sposati 50 anni: Non fare questo errore! Purtroppo, ai tempi del dopoguerra ci si innamorava all’età di vent’anni, ci si sposava giovani e si metteva su un nido fino a “che morte non vi separi”! Non puoi pretendere un amore del genere al giorno d’oggi, ormai siamo in un momento storico in cui tutti sono pieni di stimoli e tutti vogliono di più, e cosa succede quando non si ha quello che si vuole? Si cambia e si prova altrove! I tuoi nonni questo non lo potevano fare e si concentravano solo sulla realizzazione di loro stessi e del loro amore, lo coltivavano. Al giorno d’oggi, questo non è più possibile!
  4. Sii aperto al cambiamento: Noterai come i tuoi gusti e i tuoi pensieri, man mano che starai da solo cambieranno. Non disperarti, è tutto normale, stai dando nutrimento al tuo individuo… Lascia che cambi, non rimanere radicato su chi eri prima! Forse è anche colpa di chi eri prima se la tua relazione è finita! Cambiare idea e migliorarsi è sintomo d’intelligenza!
  5. Impara a stare bene da solo: La dipendenza affettiva deve essere controllata, non puoi permetterti di aggrapparti alle altre persone. I motivi principali sono due: il primo è che non troverai mai nessuno che voglia farti da balia, rischiando anche di cadere nelle braccia di qualche narcisista e il secondo è che così facendo non riuscirai mai a stare bene con il prossimo se prima non stai bene con te stesso. Quindi impara a godere della tua compagnia.

Questi sono tutti consigli che ti porteranno a sviluppare un vero e proprio benessere, per non parlare del fatto che aumenteranno la sicurezza in te stesso e si sa, le persone sicure di sé piacciono e attraggono la loro metà come una calamita! Quindi niente è perduto e potrai sempre sperare di ottenere di meglio per te stesso!

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Conclusioni

Dopo aver letto questo articolo, avrai compreso che la solitudine affettiva non fa davvero così paura e che se prima di arrivare a provarla, imparerai anche a capire come comportarti con te stesso e con il prossimo, sicuramente potrai provare giovamento per la tua persona e stare decisamente meglio nel tuo mondo! Non è difficile, basta accettarsi, comprendersi e applicarsi. E tu cosa provi? Dì la tua nei commenti!


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Ciao! Sono Giorgia, viaggiatrice patologica! In questo blog ho deciso di trattare tutti gli argomenti principali per il miglioramento personale, spaziando dalla psicologia dell'individuo alle esperienze di vita e se mi seguirai sui social, incontrerai Meti, un piccolo avatar che ama dare consigli per rafforzare il messaggio dell'articolo. Ma chi è Meti? Il mio alterego, la voce fuori campo che mi consiglia come agire e che insieme a me vuole comunicare con te che mi leggi!

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