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Cosa Significa Essere Felici in Psicologia?

essere felici

Essere felici è il più grande obiettivo che qualsiasi persona si pone e se sei capitato su questo articolo, allora anche tu stai meditando su questo problema per cercare di risolverlo. Al mondo ci sono miliardi di persone che non sono felici, molte di più di quante tu possa immaginare, eppure, tutte o quasi, si stampano un sorriso sul viso e cercano di non pensarci, prese dalla frenesia della loro vita e dai loro impegni. In realtà la felicità, seppur difficile da raggiungere e di breve durata, si può ottenere con un po di allenamento. Basta comprendere quale strada intraprendere e cercare di raggiungerla. In ogni caso, potrai comunque raggiungere lo scalino più vicino a essa, ovvero, la serenità. Per conoscere questo stato di appagamento, la prima domanda porci è: Cos’è la felicità?

Cos’è la Felicità?

Una coppia felice in bicicletta

La risposta a questa domanda forse può sembrare scontata, ma credimi che non lo è.

Se andiamo a cercare il significato sul dizionario ciò che ci viene detto è questo:

felicità s. f. [dal lat. felicĭtas –atis]. – 1. Stato e sentimento di chi è felice

Fonte: Treccani

La risposta direi che è del tutto insoddisfacente ma provando a fare una ricerca più approfondita troveremo questo:

felice agg. [lat. felix –īcis, dalla stessa radice di fecundus, quindi propr. «fertile»]. – 1. Che si sente pienamente soddisfatto nei proprî desiderî, che ha lo spirito sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato.

Fonte: Treccani

Ok, ora tutto inizia a prendere forma non pensi? In fondo, la felicità va cercata. Non credere a chi dice che la felicità non esiste. Fidati! La felicità esiste eccome, ma come tutte le cose belle, per ottenerle bisogna lottare.

D’altronde, per vedere il panorama dalla vetta più bella bisognerà pur scalarla la montagna, no?

Felicità o Piacere?

Una nonna che si diverte con un bicchiere in mano

Viene facile confondere questi due stati d’animo che possono sembrarti uguali nel significato ma sappiamo tutti che non lo sono.

La Felicità è uno stato di appagamento personale, qualcosa che ci fa sentire in pace con noi stessi, un esempio lampante potrebbe essere un lavoro che ci soddisfa, un partner che ci ama e un ottimo stato di salute.

Il Piacere è uno stato di appagamento fisico, ovvero qualcosa che ci fa stare bene solo a livello sensoriale e solo nel momento in cui lo mettiamo in atto. Hai mai pensato a quanto ti può arrecare piacere mangiare il tuo piatto preferito? Oppure quanto sia bello ricevere massaggio rilassante? Ce ne sono un miliardo di cose che recano piacere, ma che non danno la felicità, in realtà sono solo un palliativo.

Come la televisione “prova” a renderci felici

Essere felice o pensare di esserlo? In questa foto vediamo un bambino preso dalla televisione che prova a fargli capire in che modo diventarlo.

In televisione vediamo un milione di pubblicità e programmi che ci fanno credere che la felicità sia nascosta dietro quella bellissima casa al mare che probabilmente né io e né te avremo mai oppure quella bellissima macchina che ci farà apparire con uno status sociale più elevato in confronto agli altri. Infatti, ciò di cui sto per parlare sono proprio i bisogni indotti, ovvero quei bisogni svegliati dalla televisione (e non solo) che ti faranno credere di sentirti meglio quando li avrai appagati ma appena ne avrai soddisfatto uno ne uscirà subito un altro rendendoti, di nuovo, infelice.

Cosa sono i Bisogni Indotti?

Ti spiego meglio, le pubblicità puntano a creare uno stato d’infelicità perenne facendoti notare ciò che non possiedi e facendoti sentire così inadeguato agli occhi della società, successivamente ti mostreranno poi la soluzione per “essere felice” ovvero, acquistare il prodotto che viene sponsorizzato nello schermo.

Facciamo l’esempio del nuovo iPhone, ne escono almeno due modelli all’anno, sempre più nuovi, sempre più belli, sempre con una caratteristica in più di quelli precedenti.

Bene, la pubblicità ce li mostra come un oggetto che dobbiamo assolutamente avere. Il quadro mostrato dalle immagini che scorrono sullo schermo, ci fa vedere persone felici che scattano fotografie con fotocamere triple in posti magnifici in qualche posto sperduto nel mondo e nel tuo cervello scatta il bisogno, il bisogno di comprare quel telefono perché anche tu vuoi scattare quella magnifica fotografia in quel posto paradisiaco.

Sì, ma tu ci andrai mai in quel posto paradisiaco, che non sai nemmeno qual è, per scattare quella fotografia? Vale la pena spendere un intero stipendio per una fotografia? Pensa a quale sarà il reale uso finale di quel telefono, al massimo scatterai una bellissima fotografia al parco con il tuo cane, non che questa azione valga di meno del posto paradisiaco sopra citato, ma sai qual è la triste verità? Che non farai in tempo a scattarla che sarà già uscito il nuovo modello e tu sarai di nuovo infelice.

Questo è solo un semplice esempio della ricetta dell’infelicità che la televisione ci mostra, potrei fartene un altro su una bella auto, su un bellissimo orologio o paio di scarpe ma il fine sarà sempre lo stesso.

La vera soluzione è che dobbiamo imparare a capire cosa ci serve veramente per vivere in uno stato di serenità perenne. Perché non saranno mai quegli oggetti a renderti felice, ma saranno proprio quelli a comandare la tua infelicità, saranno loro a impadronirsi di te e non tu di loro. Brutto vero?

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Come essere felice con poco?

Priorità. Questa è la parola che devi fare tua, devi capire veramente cosa ti fa stare bene e metterla al primo posto. Io ti posso dare solo dei semplici consigli, ma sarai tu a doverti sedere in una stanza, prendere un foglio di carta e capire veramente cosa cambiare della tua vita.

Le domande che dovresti porti sono le seguenti:

  • L’amore è presente nella mia vita? Se la risposta è positiva, chiediti se stai rendendo soddisfatto il tuo partner o se ci sono delle cose di te che potresti migliorare, o ancora, se la persona che hai accanto è quella giusta. Se la risposta è negativa, allora devi fare un viaggio introspettivo e chiederti cos’è che non va, cosa potresti cambiare e una volta trovata la risposta, dovrai portelo come obiettivo, facendo di tutto per raggiungerlo. La chiave sta nell’autostima e nel ripetersi come un mantra che tu puoi avere di meglio.
  • Passo abbastanza tempo con la mia famiglia? Questa domanda è correlata alla precedente ma ha significato ancora più profondo. Le persone sono tutte di passaggio, anche quelle della tua famiglia e il pensare che certe cose succedono solo agli altri è un grande atto d’immaturità. Arrivano le malattie quando meno te lo aspetti, i tuoi figli crescono senza che tu te ne accorga, il tempo corre senza farsi sentire. Sei tu che te ne devi rendere conto.
  • Il lavoro che fai ti soddisfa? Il lavoro di solito è quell’aspetto della nostra vita che ci rende più frustrati in assoluto, è una di quelle cose ti dicono che non puoi sceglierti, affermazione assolutamente errata. Ricordati, tutto è possibile. Con questo non voglio dirti che, se non sei soddisfatto, devi correre a licenziarti ma pondera bene quello che stai facendo, perché a lavoro passi la maggior parte del tuo tempo e ciò che fai ha l’obbligo di piacerti o per lo meno di non distruggerti. Se hai un lavoro che ti piace, allora sei davvero molto fortunato, anche se penso con totale certezza che ci saranno sicuramente degli aspetti da migliorare. Se, invece, odi il tuo lavoro, il tuo capo o i tuoi colleghi, inizia a pensare a un’alternativa, devi renderti conto che la vita è una sola e tu non puoi permetterti di buttarla via. Pensa a cosa potresti migliorare del tuo lavoro attuale, cerca una soluzione e testala! Datti il tempo di vedere se certe situazioni possono cambiare ma non dimenticarti d’iniziare a crearti un piano B. Una via di fuga dalla gabbia in cui ti trovi.

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  • Ho un hobby? Beh se non ce l’hai devi assolutamente trovarlo, potrebbe aiutarti a essere felice, infatti le passioni arricchiscono l’anima. Ti permettono di entrare nel tuo mondo e rimanerci dentro fino a quando le coltiverai. Se, invece, ne hai uno ritagliati almeno 2/3 ore alla settimana per distrarti e fare quello che ti piace. Niente è più importante di te stesso.
  • Imparo cose nuove ogni giorno? Imparare cose nuove ti permetterà di arricchirti e di crescere come individuo, non puoi pretendere di cambiare se non impari delle nuove nozioni ogni giorno, quindi studia più che puoi e soprattutto leggi! Non importa quale sarà il titolo del tuo prossimo libro, potrebbe essere un romanzo d’amore oppure un importante testo sulla fisica quantistica. Entrambi, ti insegneranno cose diverse, ma ti insegneranno pur sempre qualcosa.
  • Ho delle abitudini tossiche? Potrebbe essere il vizio di fumare, di bere o il non fare sport. Ognuno ha la sua, non preoccuparti e soprattutto non vergognartene, l’unico passo che devi intraprendere è cambiarle.

Sembrano dettagli semplici, forse banali, ma credimi che non lo sono, inoltre ti servirà del tempo e uno sforzo notevole nel riuscire a dare una svolta. Infatti, secondo uno studio eseguito da Phillippa Lally, ricercatrice e psicologa presso l’University College di Londra, è stato riscontrato che per cambiare un’abitudine ci vorranno circa due mesi, nello specifico 66 giorni, trascorso questo periodo si creerà una nuova impronta nel tuo cervello che ti aiuterà a mantenere la nuova routine che hai creato.

Conclusioni

Essere felice non è difficile, ciò che è complesso è prendere la decisione di farlo, avere il coraggio di cambiare la propria vita e di combattere le proprie insicurezze. Ma dopo che ci sarai riuscito, potrai vedere il mondo con occhi diversi e finalmente felici.

Citazione Sulla Felicità:

“Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.”

Khalil Gibran

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